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2010 - Convegno: Clemente Rebora
Un poeta cristiano di fronte alla modernità

Clemente Rebora
Un poeta cristiano di fronte alla modernità
Firenze-Panzano in Chianti
Venerdì 19-Sabato 20 novembre 2010
 

Poesia e santità

Mentre il creato ascende in Cristo al Padre,
nell’arcana sorte
tutto è doglia del parto:
quanto morir perché la vita nasca!
pur da una Madre sola, che è divina,
alla luce si vien felicemente:
vita che l’amor produce in pianto,
e, se anela, quaggiù è poesia;
ma santità soltanto compie il canto.

Clemente Rebora
(da Curriculum vitae, 1955)

Clemente Rebora
in un disegno di Michele Cascella (1919)
 
Le ragioni di un convegno
Tra i poeti che, agli inizi del Novecento, segnarono una stagione di fermenti e inquietudini in una cultura dominata dalla temperie positivista, l’estro poetico di Clemente Rebora (1885-1957) irruppe con una forza espressiva di alto ed emblematico significato umano e letterario. Legato al clima della «Voce» di Prezzolini e Papini, Rebora condivise con la sua generazione - Dino Campana, Camillo Sbarbaro, Giovanni Boine e altri - l’ansia di trovare nella poesia, pur nella frammentazione di una realtà sociale e culturale, una fonte sicura di idealità esistenziale e di profonda innovazione.
Non fu estranea, tra l’altro, a quel clima la scoperta di un Nietzsche che avrebbe inaugurato, con il suo linguaggio filosofico-poetico, il tormentato itinerario della modernità novecentesca. Di fatto, la drammatica esperienza della Prima Guerra mondiale aprirà quella «terra di nessuno» (Eric J. Leed), quel vuoto psicologico e spirituale, entro il quale il destino di Rebora subirà una svolta che sarà accolta, negli ambienti letterari, quasi con un clamore di scandalo: la conversione al cattolicesimo e, poco dopo, l’entrata a Domodossola nell’Istituto della Carità, fondato dal beato Antonio Rosmini.
Clemente Rebora in una foto
dei primi mesi di noviziato (1932)
Ordinato sacerdote rosminiano nel 1936, Rebora sembrò smentire, inizialmente, tutta la sua precedente esperienza letteraria, anche se permise la pubblicazione delle sue poesie, dedicandosi con tutte le sue energie all’insegnamento, alla predicazione, nonché a una vita spirituale così intensa da fargli vivere la serietà e l’intensità di quella santità tanto raccomandata da Antonio Rosmini ai suoi figli spirituali. Eppure, la vocazione poetica affiora prepotentemente nella ricchezza del suo epistolario e delle prose fino a sfociare in un deciso e densissimo ritorno alla poesia con i Canti dell’infermità (1947-1956). Si direbbe che, nonostante svolte e rotture, l’esperienza poetica di Clemente Rebora, quella laica e quella cattolica, abbia tessuto un filo, sottilissimo e resistente, che porterà il poeta e religioso rosminiano ad una testimonianza di vita coerente e anche ricca di feconda profezia per un secolo drammatico e carico di inaudita violenza. Una testimonianza suggellata da una morte esemplare e in fama di santità, avvenuta a Stresa il 1° novembre 1957. Così, nell’itinerario di Rebora l’esperienza della poesia confluiva nella consapevolezza, tutta rosminiana, che «santità soltanto compie il canto».
A più di cinquant’anni dalla morte, e dopo che gli sono stati dedicati incontri e studi di notevole spessore culturale, il nostro convegno intende approfondire la continuità tra il primo e il secondo Rebora: un poeta cristiano di fronte alle molteplici sfide che la fede cristiana si trova ad affrontare in quel Novecento e oltre che si caratterizza, com’è noto, per una strisciante e preoccupante messa tra parentesi del problema di Dio nella coscienza umana.
 
Programma
Venerdì 19 novembre 2010
Firenze, Cenacolo di S. Croce
(piazza S. Croce 16)
 
Ore 16 – Saluti
 
Prima sessione - ore 16.30-19
Presiede i lavori Carmelo Mezzasalma
Istituto di Alti Studi Musicali «L. Boccherini» di Lucca
 
«Santità soltanto compie il canto»: Umberto Muratore
Direttore del Centro Internazionale di Studi Rosminiani di Stresa
 
La poesia che mette a fuoco Dio: Davide Rondoni
Poeta e scrittore, direttore del Centro di Poesia Contemporanea dell’Università di Bologna
 
La volontà di Ulisse. In margine alle postille inedite di Rebora a Dante e Omero:
Roberto Cicala, Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano
 
  • Durante la sessione, sarà proiettato in anteprima
    il documentario su Clemente Rebora
    realizzato da TV2000 per la regia di Luigi Boneschi (55’ ca.)
 
Sabato 20 novembre 2010
Panzano in Chianti (Firenze)
Pieve di S. Leolino (via S. Leolino 1)
 
Seconda sessione - ore 9.30-12.30
Presiede i lavori Umberto Muratore
 
Clemente Rebora e il travaglio letterario degli inizi del Novecento:
Carmelo Mezzasalma
 
«E la Parola zittì chiacchiere mie»: Giuliano Ladolfi
Critico letterario
 
Ad Jesum per Mariam. Un’icona e il rosario nel cammino spirituale di Clemente Rebora:
Massimo Corsinovi, Poeta e saggista
 
Terza sessione - ore 15.00-18.00
Presiede i lavori Giuliano Landolfi
 

Rebora poeta teologo: il mistero dell’Annunciazione e la storia della salvezza:
Giuseppe Langella, Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano

 

L’invenzione di un poeta: etica ed estetica nel carteggio inedito Rebora-Scheiwiller
Gianni Mussini, Saggista e scrittore

 

Un esempio di commento ai Canti dell’infermità.
Lettura di Avvicinandosi il Natale
:
Matteo Munaretto, Dottore di ricerca, Università di Pavia
Conclusioni
  • Durante la giornata, sono previste le testimonianze dei rosminiani
    Ezio Viola e Carmelo Giovannini.
     

Rassegna Stampa:
  1. 11 Novembre 2010 - Toscana Oggi - online:
    Firenze, Convegno su Clemente Rebora, poeta cristiano
    e le sfide del nostro tempo
    .
  2. 18 novembre 2010 - Avvenire “Agorà” - p. 32:
    Clemente Rebora poeta «maledetto»?
  3. 19 novembre 2010 - Progetto culturale:
    Clemente rebora: un poeta cristiano di fronte alla modernità
    Convegno a Firenze - Panzano in Chianti
 


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